Al Nostos Teatro “Ass ‘e marzo”, la storia di don Peppe Diana a 23 anni dalla morte

don-peppe-diana-ass-e-marzoIn occasione del ventitreesimo anniversario dell’omicidio del sacerdote di Casal di Principe don Peppe Diana, la cui morte avvenuta il 19 marzo 1994 sconvolse l’intero territorio casertano e non solo, il Nostos Teatro di Aversa presenta lo spettacolo di sua produzione “Ass ‘e marzo”, che andrà in scena sul palco dell’omonimo teatro di viale Kennedy, ad Aversa, sabato 18 marzo alle 21.00 e domenica 19 marzo alle 18.00.

Lo spettacolo, basato su un’approfondita indagine dei fatti che portarono all’assassinio brutale del sacerdote da parte di Giuseppe Quadrano (su ordine di Nunzio De Falco) si è avvalso del supporto dell’associazione “Libera. Nomi e numeri contro le mafie” e del Comitato Don Peppe Diana: il killer freddò il sacerdote casalese in chiesa, mentre stava per celebrare la messa, con cinque colpi di pistola.

Il regista di “Ass ‘e marzo” Giovanni Granatina presenta così lo spettacolo: “Ci siamo catapultati nei luoghi e nei giorni di don Peppe Diana nel tentativo di ricostruirne la storia nella sua autenticità, lontano dalle mistificazioni o dalle edulcorazioni post mortem. A guidarci gli echi della nostra infanzia, quando l’assassinio di don Peppe, in quel maledetto 19 marzo del 1994, fu un boato nelle vite di tutti e una necessità di ricostruire i tasselli di una storia che sentivamo non abbastanza esplorata e non ancora esaurita. Così” continua il regista “abbiamo girovagato per i paesi dell’agro aversano a raccogliere tutte le testimonianze possibili, quelle pro e quelle contro. Abbiamo abbandonato ogni ipotesi personale e siamo rimasti semplicemente ad ascoltare a lungo. Pian piano insieme alla storia dell’uomo è venuta alla luce la storia della nostra terra, tassello dopo tassello ci sono apparse chiare tutte le dinamiche malavitose su cui si reggevano quegli anni, e quindi i loro prolungamenti e le loro evoluzioni nella storia attuale. Queste testimonianze sono diventate amalgama per il nostro spettacolo, il teatro lo strumento per dargli forma ed espressione. Un racconto per immagini, dicevamo, in cui si fa uso di simbologie strettamente legate al background in cui la storia si svolge”.

Il nome dello spettacolo nasce dal mese in cui venne commesso l’omicidio, marzo appunto, e dall’espressione “ass ‘e mazz” tipica del tressette a perdere, il gioco di carte più amato dai camorristi all’epoca: durante le partite e nei circoli dei paesi infatti si pianificavano omicidi e si studiavano strategie per imporre il proprio potere sul territorio.

Al centro del palco c’è un’impalcatura di tubi, simbolo del controllo esercitato dai clan in particolare nel settore dell’edilizia. Intorno a questa struttura centrale si alternano le voci della piazza, divisa tra chi piange il parroco assassinato e chi lo accusa.
L’intera narrazione si dipanerà intorno a quattro punti di riferimento fondamentali: don Peppe, lo Stato, la camorra e la Chiesa. (Daniela Russo)

Foto: Copertina del fumetto “don Peppe Diana – Per amore del mio popolo” di Raffaele Lupoli e Francesco Matteuzzi

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