Al teatro Ricciardi “Bello di papa’”: Biagio Izzo nella commedia scritta da Salemme

bello-di-papaGiovedì 23 febbraio alle 21.00 al teatro Ricciardi di Capua andrà in scena “Bello di papà”, la commedia scritta e diretta da Vincenzo Salemme che vedrà sul palco Biagio Izzo, Yuliya Mayarchuck, Mario Porfito, Domenico Aria, Adele Pandolfi, Rosa Miranda, Speranza Arduino e Luana Pantaleo.
Una commedia scritta nel 2006 in seguito, come confessa lo stesso Salemme, ai primi segnali di quella crisi economica che ancora oggi fatichiamo a lasciarci alle spalle. Il protagonista dell’opera è il dentista Antonio Mecca (Biagio Izzo), un uomo che si è fatto una posizione sociale ma che è terrorizzato dalla possibilità che la sua generazione, quella dei cinquantenni, possa essere messa in soffitta dalla società e dalla politica in favore del “nuovo che avanza”, ovvero i giovani che vogliono “rubargli il posto”.

Una condizione di malessere che lo porta a reinterpretare in chiave estremamente comica tutte le ansie e le preoccupazioni di una generazione che si sente minacciata, ma che allo stesso tempo non si rende conto di essere molto più fortunata di quella successiva. Antonio è un conservatore, teme ogni novità e vede ogni cambiamento come un potenziale pericolo: ha paura persino della sua splendida fidanzata ucraina Marina, di cui è innamorato follemente ma che lo costringe a spendere molti soldi e addirittura osa chiedergli dei figli, cosa a cui Antonio si oppone con tutte le sue forze: il protagonista vede i bambini come suoi rivali, li considera egoisti, e pensa che il loro egoismo andrebbe inevitabilmente a prevalere sul suo, gettandolo nello sconforto.

A un certo punto il dentista si vede costretto ad accettare in casa un suo coetaneo in difficoltà che necessita di molte più attenzioni rispetto a lui e che quindi Antonio deve trattare quasi come se fosse un figlio: “Nel paradosso di questo scontro generazionale tra due uomini della stessa età” afferma Vincenzo Salemme, autore e regista della commedia “si nasconde quello che io credo sia un finto problema. Penso che l’età ci distingua gli uni dagli altri, ma altrettanto fermamente credo che dal punto di vista sociale l’età sia soltanto una convenzione. Dividere i cittadini tra giovani ed anziani è un vecchio modo di intendere la politica. Penso che esistano, piuttosto, le persone, e che ogni persona abbia il diritto e il dovere di salvaguardare il proprio benessere sociale e spirituale”. (Manuel Zeno)

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