Cabaret a Netanya al Teatro CTS con la comicità di Mario Sorbello

sorbello-marioSi continua con il teatro comico al Piccolo Teatro Cts di via Louis Pasteur a Caserta, ed esattamente con lo spettacolo “Cabaret a Netanya” un nuovo spettacolo di e con Mario Sorbello, attore del teatro stabile di Catania, e tratto dal romanzo di David Grosmman “Applausi a scena vuota”, ultimo suo romanzo. Una rappresentazione che spazia dal comico al tragico, che sarà in scena al Teatro Cts sabato 4 marzo ore 21 e domenica 5 marzo ore 19. Oltre al già citato Sorbello, “fuori campo” ci saranno le voci di G. Carbone e M. Luisa Lombardo.

Molti i temi trattati tra i quali spicca principalmente quello della Shoah. Una telefonata inattesa, un amico di infanzia e una stravagante richiesta: assistere ad una serata di cabaret per cercare di cogliere ciò che le persone percepiscono di lui. Nei panni del protagonista Dovà, un comico che, approfittando della serata e del suo compleanno, racconta al pubblico la storia di un omicidio dove non si sa chi è la vittima, l’assassino o chi è stato assassinato per tutta la vita. Il racconto narra in chiave comica il primo funerale di Dova’ che, costretto come tanti ebrei a frequentare un campeggio paramilitare, un giorno viene obbligato ad andare ad un funerale molto distante dal campeggio. Nel lungo viaggio il piccolo ebreo cerca di richiamare in mente i ricordi più belli dei suoi familiari. Questo cabarettista comico ma triste, a tratti carismatico e affascinante, con il suo racconto intervallato da gag e barzellette attualizza la Shoah patita soprattutto dalla madre confrontandola con la situazione attuale data dal conflitto tra israeliani e palestinesi. Temi forti e toccanti implicano una storia paradossale, drammatica e persino violenta sull’anima di un ragazzo di soli 14 anni. Sorbello, un comico che attraverso la sua rappresentazione teatrale cerca di dare speranza a due popoli in perenne conflitto.

Il Direttore artistico del piccolo Teatro cts, ha inteso integrare questa diciassettesima stagione teatrale con il cabaret, perché anche questa forma teatrale, se fatta per bene, e degna di lode e intrattiene il pubblico con sagace ironia. In Italia, dove peraltro manca una vera e propria tradizione cabarettistica, il cabaret gode di una definizione alla fine degli anni cinquanta con il trio de’ “i Gobbi” (Vittorio Caprioli, Alberto Bonucci e Franca Valeri) con le musiche ironiche di Franco Nebbia. Tuttavia, si può considerare cabaret, ai più alti livelli, anche la precedente opera di Ettore Petrolini, che operava nei circuiti di avanspettacolo (prima) e di teatro (poi). Il cabaret si afferma prima con l’impronta pionieristica di Franco Nebbia al Nebbia Club di Milano, provocatorio e politicamente impegnato, ispirato alla lezione tedesca, poi col gruppo de’ I Gufi (Gianni Magni, Lino Patruno, Roberto Brivio, Nanni Svampa) e al Derby Club di Milano, straordinaria fucina, assimilabile ad una vera e propria corrente artistica per merito di attori-autori innovativi quali Enzo Jannacci, Felice Andreasi, Cochi e Renato, Lino Toffolo, già dal 1964, costituitisi in “Gruppo Motore”.

È l’affermazione stilistica del genere. Successivamente, al Derby, si produrranno nuove leve come Massimo Boldi, Teo Teocoli, Walter Valdi, Ernest Thole, Mauro Di Francesco, I Gatti di Vicolo Miracoli,Giorgio Porcaro, Diego Abatantuono, Francesco Salvi, Paolo Rossi, Claudio Bisio, Enzo Iacchetti, Alberto Tovaglia, Alessandro Bergonzoni, Antonio Ricci, Giobbe Covatta, Leonardo Pieraccioni, Aldo, Giovanni Aldo (Giacomo si unì al gruppo qualche anno più tardi a Zelig) la Carovana, Marco Milano, Roberto De Marchi. Un contributo decisivo è da attribuire anche al locale “7 x 8” in Roma, dove, tra gli altri, si esibisce l’attore Paolo Villaggio. A Roma fu celebre il locale “La Chanson” che lanciò il gruppo di cabaret “La Smorfia” composto allora da Lello Arena, Enzo De Caro e Massimo Troisi.

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