Federico Salvatore al teatro Garibaldi con “Sono apparso a San Gennaro”

federico-salvatore-sono-apparso-a-san-gennaroUn artista come Federico Salvatore non ha bisogno di molte presentazioni: cantante, attore, menestrello, comico, con le sue opere che già di per sé sono delle piccole rappresentazioni di un genere popolare è riuscito a regalare una risata a molti di noi, spingendoci a riflettere su abitudini e vizi non solo di Napoli e della Campania ma di tutto il nostro Paese. Lo ha sempre fatto in dialetto, rivendicando le sue origini e mettendosi dalla parte di un popolo, quello del Sud in generale, abituato a soffrire, un po’ per sfortuna e un po’ per vittimismo.
Federico Salvatore sarà protagonista al teatro “Garibaldi” di Santa Maria Capua Vetere sabato 4 febbraio quando, alle ore 21.00, porterà sul palco la sua commedia musicale “Sono apparso a San Gennaro” in cui proporrà i tanti successi che lo hanno reso famoso e farà sfoggio di capacità attoriali non comuni: la scena si svolge infatti in una piazza nella zona del porto di Napoli, un luogo in cui si alternano tante persone, appartenenti ai diversi ceti sociali, che con i loro atteggiamenti mettono in mostra tutti quegli aspetti della vita umana su cui si può ridere, a volte proprio per evitare di piangere. Federico Salvatore è il giullare del popolo che osserva, esamina e prende in giro quelle persone facendo così un ritratto ironico dei piccoli drammi quotidiani della vita. Sceglie la lingua napoletana per dare un valore aggiunto alle sue idee, una musicalità che non tutti gli altri dialetti posseggono e che comunque non gli impedisce di essere apprezzato in tutta Italia.

“Ninna Nanna”, “Azz”, “Donna Amalia” e tanti altri saranno i successi suonati da Salvatore in quest’opera che nasce dalle menti dello stesso “cantattore” e di Mario Brancaccio, uniti nell’obiettivo di voler donare una nuova veste a quelle canzoni già così piene di teatralità e comicità. Regista dello spettacolo è Bruno Garofalo, che così si è espresso su “Sono Apparso a San Gennaro”: “Il motto araldico di Federico Salvatore potrebbe essere “Castigat ridendo mores” frase antica tradotta letteralmente dal latino, che significa: “corregge i costumi ridendo”. Ho immaginato questa messa in scena come una “Sarabanda” di voci, luci, suoni, più vicina ad un circo fantastico piuttosto che ad una commedia con musiche, ho individuato il ritmo, l’allegria, la furiosa verve di ogni brano come uno schiaffo, un fuoco d’artificio, una pacca amichevole sulle spalle del vicino, uno sberleffo senza soluzione di continuità. Una scossa della quale si ha bisogno, per riflettere e comprendere”.

Tre ore prima dello spettacolo, alle ore 18.00, l’artista sarà ospite alla Libreria Spartaco (via Martucci 18, Santa Maria Capua Vetere) per un incontro con il pubblico, condotto dalla giornalista Tiziana Di Monaco. (Manuel Zeno)

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