Il mito di Atteone alla Reggia di Carditello: l’incontro sabato 20

La Fondazione Real Sito di Carditello, presieduta dal Prof. Luigi Nicolais e diretta da Angela Tecce, nell’ambito del ciclo di incontri “Dialoghi di Carditello_ Le Metamorfosi” presenta il quinto appuntamento sul tema “Atteone. Immagini di una colpa tragica”. L’evento, ad ingresso gratuito, si terrà sabato 20 maggio alle ore 11.00 all’interno della Real Tenuta di Carditello: vi parteciperanno Gennaro Carillo, docente ordinario di Storia del pensiero politico presso l’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli, e l’attore casertano Roberto De Francesco, il quale si è formato al Teatro Studio di Toni Servillo e ha fatto parte del cast di alcuni film italiani apprezzatissimi come Habemus Papam di Nanni Moretti (2011), L’uomo in più di Paolo Sorrentino (2001), La stanza del figlio di Nanni Moretti (2001) e Morte di un matematico napoletano di Mario Martone (1992). I “Dialoghi di Carditello” sono una serie di incontri realizzati in collaborazione con le associazioni “Astrea”, “Sentimenti di Giustizia” e “A voce Alta”, che puntano ad approfondire argomenti legati alla cultura, al territorio e alla natura.

Atteone è uno dei miti di metamorfosi più fortunati, anche dal punto di vista iconografico. Un mito che ha dato vita a quella che Massimo Cacciari chiama la “lingua materna” dell’Europa: un sistema di miti, simboli e allegorie facilmente decodificabili anche da parte del pubblico non colto e disponibili a un riuso virtualmente infinito, sia alto sia basso.
Da Petrarca a Gombrowicz, da Marino a Proust, da Bruno a Kafka, la cultura europea ripensa di continuo Atteone. A Ovidio, cui si deve la canonizzazione del mito, si rifanno i pittori, Tiziano in testa.

Durante l’incontro Gennaro Carillo ci introdurrà alla ricerca delle diverse forme del mito di Atteone e Roberto De Francesco leggerà alcune riscritture italiane moderne, da Giordano Bruno a Giambattista Marino.

Il tema dei Dialoghi è Le Metamorfosi, inteso come mutazione di forma o rivelazione di una forma originaria ma riposta. Collocate tra natura e artificio, scienza e mito, storia e arte, le metamorfosi si prestano a una riflessione ampia sui temi della forma, dell’abitare lo spazio e, soprattutto, della hybris, come dismisura, oltranza, arroganza di cui – per una legge di necessità – si finisce per subire il ritorno. Evidenti le implicazioni etico-politiche, o civili, se si vuole usare un lessico vichiano: anche la trasformazione violenta del paesaggio o le mutazioni antropologiche hanno a che fare con la metamorfosi.
Non ultima, tra i motivi ispiratori, la ricorrenza dei duemila anni dalla morte di Ovidio. Con lui, mediatore formidabile tra grecità e latinità, si celebra uno dei classici che più hanno inciso sulla memoria culturale dei moderni.

Mutamento e territorio saranno il fulcro della proposta culturale anche del prossimo appuntamento, possibile grazie all’impegno organizzativo di Agenda 21 per Carditello e al supporto tecnico di Coldiretti Caserta e Sma Campania.
Ci sarà anche uno spazio dedicato alla presentazione dei prodotti d’eccellenza del territorio, offerti, stavolta, dall’Azienda Vinicola Telaro e dall’Azienda Agricola Verticelli.

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