Jose’ Molina in mostra alla Reggia di Caserta con “Paesaggio dopo la battaglia”

jose-molina-lussuriaLe Retrostanze del ‘700 della Reggia di Caserta ospiteranno dal 4 maggio al 3 giugno la personale dell’artista madrileno José Molina intitolata “Paesaggio dopo la battaglia”. Una mostra organizzata da Deodato Arte di Milano, curata da Lorenzo Canova, coordinata da Augusto Ozzella e che gode del patrocinio dell’Ambasciata di Spagna in Italia e dell’Instituto Cervantes di Napoli.

L’esposizione, che verrà inaugurata mercoledì 3 maggio dalle 17 alle 19, propone diversi cicli di opere tra dipinti, disegni e sculture. Tra questi il ciclo inedito che dà il titolo alla mostra.
L’arte di Molina è viscerale ed indaga fino in fondo e nei modi più diversi l’essere umano in tutte le sue emozioni positive e negative, restituendone un ritratto sempre diverso che incarna stati d’animo e momenti della vita. Resta però una base di speranza e di rinascita presente in opere come “Il Grande Fratello” e “La bontà è una caramella dalla quale tutti vogliono strappare un pezzo”, ritratti in cui le espressività dei visi deformi descrivono i moti interiori rintracciabili non solo nella totalità dell’opera, ma anche nei dettagli degli occhi, delle rughe, nella luce che illumina i volti.

L’artista, che fino ai 35 anni ha lavorato nel mondo della pubblicità e poi dal 2000 si è completamente dedicato all’arte, è capace di una ricerca psicologica e antropologica senza eguali, sonda l’inconscio e ne traduce le pulsioni attraverso un linguaggio personale popolato da gente normale, demoni e personaggi fantastici che raccontano fino in fino in fondo ciò che l’uomo è.
Il risultato è un universo artistico che sembra frutto esclusivamente della mente di Molina ma che in realtà rispecchia l’identità degli uomini: “L’artista” dice il curatore della mostra Lorenzo Canova “come un grande romanziere lavora componendo grandi cicli con una lunga e paziente azione che sembra voler costruire una nuova grande ‘Commedia Umana’ composta da capitoli serrati e analitici che attraversano la metamorfica e sfaccettata natura dell’animo umano, i suoi vizi e le sue virtù, in bilico perenne tra peccato e redenzione, tra misericordia e crudeltà”.

Forte è anche il legame tra le sue opere e i temi dell’attualità, della politica e dell’ingiustizia sociale, affrontati spesso attraverso l’uso di un linguaggio metaforico: in “Le Formiche II” (serie Predatores) un uomo saldamente ancorato alla terra con i denti vuole sopravvivere dominando i deboli mentre in altri dipinti i protagonisti sono gli sconfitti, i dimenticati o i meritevoli che vengono scavalcati da persone prive di qualsiasi abilità.

Molina rilegge anche i peccati capitali in maniera molto allegorica e personale: così l’Ira è un volto aggrottato con due braccia alzate a pugni chiusi, la Gola diviene il ritratto di un uomo nell’atto di divorare un arto e la Lussuria (in foto) è rappresentata da numerose lingue che lambiscono il corpo di una donna sdoppiata e coperta da veli leggeri.

Le sculture dell’artista madrileno infine, realizzate in resina e legno acidificati, trattano prevalentemente ancora il tema del sopruso e dell’abuso di potere con bocche, denti e mandibole che assumono un ruolo centrale e di forte impatto visivo; nel ciclo di sculture inedite “I Feel”, caratterizzato da lavori simili a grandi tazze labirintiche con una caratterizzazione umana all’esterno e a spirale all’interno, Molina dona tridimensionalità tattile alle emozioni e agli stati d’animo.
Una mostra di arte contemporanea unica e interessante che potranno visitare, senza costi aggiuntivi, tutti coloro che acquisteranno il biglietto d’ingresso agli Appartamenti Storici della Reggia. (Roberto Farina)

Foto: “Lussuria”, José Molina, ciclo “Peccati e virtù”

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