L’arte di Vittorio Messina a Caserta per la mostra “In un certo senso infinito”

OLYMPUS DIGITAL CAMERASaranno esposte a Caserta alcune delle opere più celebri del noto artista italiano Vittorio Messina, il quale, dopo essersi formato a Roma, è riuscito dagli anni ’80 ad oggi a portare il suo concetto di arte in diversi angoli del mondo, dal Giappone alla Polonia. La mostra “In un certo senso infinito” verrà inaugurata sabato 25 marzo alle 19.00 nella sede di Nicola Pedana Arte Contemporanea in piazza Matteotti 60, a Caserta.

L’esposizione, curata da Marco Tonelli, resterà aperta fino al 22 maggio. E’ proprio Tonelli a presentare le opere in mostra e il modo in cui il pubblico deve approcciarsi all’arte di Messina: “In un certo senso infinito vuole essere un titolo di una mostra, ma anche una provocazione intellettuale, un modello visivo, una comunicazione estetica, un’affermazione che sollecita domande. Cosa si nasconde nel certo di un senso infinito? Certo come certezza o, al contrario, come modo in(de)finito e vago di esprimere un significato?
E senso allude all’aspetto sensibile dell’esperienza, quello appunto dei sensi, o al significato, alla direzione? Come se esistesse un senso dell’infinito, una direzione infinita? Tutto dipenderà appunto da come interpreteremo l’infinito compreso nel titolo.
Concetto di per sé impensabile nella sua interezza, proprio perché senza fine e quindi senza limiti per esseri finiti e limitati come noi, l’infinito lo possiamo solo dire o scrivere, simboleggiare (∞), avviare in sequenze numeriche (1…3…5…7…11…13…), ma mai fisicamente contenere.
Vittorio Messina è un artista a cui piace sfidare inafferrabili e sottili inquietudini, praticando installazioni che vogliono spingersi oltre la loro pur oggettiva materialità costruttiva. Le sue opere sono tentativi di uscire dalla gabbia del pensiero razionale, dalle ovvietà dei dati sensibili, dai dogmatismi del trascendente, anzi ambiscono in un certo senso a fondere razionalità-sensibilità-metafisica nell’opera d’arte.
Oltre la metafora, oltre l’analogia, forse l’opera di Vittorio Messina è da sempre in cerca di un’estetica basata proprio sull’in un certo senso, essenza stessa dell’Arte, che è a sua volta un concetto inafferrabile, non delimitabile, illimitato. Ovvero, in un certo senso, infinito”.

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