Massimo Ranieri al Parravano con “Teatro del Porto”: in scena la Napoli di Viviani

teatro-del-porto-massimo-ranieriMassimo Ranieri, nonostante il grave lutto che lo ha colpito solo qualche giorno fa, quando a Napoli è venuta a mancare la madre Giuseppina di 92 anni, si esibirà a Caserta. Ranieri ed il regista Maurizio Scaparro dopo il successo di “Viviani Varietà” propongono un’altra delle opere del grande drammaturgo partenopeo Raffaele Viviani dal titolo “Teatro del Porto”, in scena al Parravano di Caserta da venerdì 27 a domenica 29 gennaio (feriali ore 20.45, domenica ore 18.00). Le parole, i versi e la musica di Viviani pur riferendosi alla Napoli di cent’anni fanno luce su problemi ancora attualissimi, che il regista ed un artista poliedrico come Massimo Ranieri riescono a portare sul palco in maniera brillante.

I drammi della città, su tutti quello dell’emigrazione, vengono visti dal di dentro con uno sguardo appassionato e innamorato, capace di far emergere i tanti aspetti negativi ma anche la genuinità e l’altruismo del popolo napoletano. Ad essere rappresentata è la teatralità degli emigranti, degli zingari, dei pescatori, dei guappi, dei gagà, delle cocotte, delle prostitute, insomma, il mondo della strada ovvero quel mondo che per primo e più fortemente colpì la fantasia dell’artista. Una realtà fatta di tanti personaggi che vengono ritratti in tutta la loro drammaticità, uomini e donne semplici che non nascondono l’amarezza della propria esistenza.

Tra i temi principali, come anticipato, c’è quello dell’emigrazione, vista come una condanna nei confronti di chi pur amando alla follia la propria terra è costretto a lasciarla per riuscire a sopravvivere. I lavoratori del popolo che lasciano Napoli lo fanno con angoscia, consapevoli dell’ingiustizia perpetrata da persone senza scrupoli che li trattano come schiavi in un territorio pieno di ostilità.
Ci sono poi altri aspetti e protagonisti della società: i guappi, che sotto la spacconeria di superficie nascondono un’identità priva di qualsiasi eroismo ed in fondo non vogliono altro che trovare una sistemazione normale che permetta loro di andare avanti serenamente; ed i veri camorristi, personaggi spietati che con la violenza e l’arroganza riescono a sopraffare il prossimo conquistando privilegi che non gli spetterebbero.

E poi ci sono le donne, che nell’opera di Viviani vengono rappresentate come persone umili, lavoratrici, contraddistinte da un’astuzia popolare che permette loro di non farsi tanti problemi sentimentali e di amare concretamente, in modo semplice. L’autore prova pietà e simpatia per tutte loro, persino per le donne costrette a prostituirsi, come accade a Bammenella, una delle protagoniste dell’opera che sogna di trovare un uomo disposto a tutto per lei, ma che si trova a fare i conti con una realtà completamente diversa da quella che immagina.

Storie di povertà, di ingiustizie, di amori e di addii che pur essendo riferite ad un contesto sociale lontano dal nostro continuano a far riflettere ed emozionare il pubblico.

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