Nunzia Schiano con “Femmene” racconta l’universo femminile al teatro Ricciardi

nunzia-schiano-femmene-capuaMusica e recitazione saranno le protagoniste assolute della rassegna “Le Parole Cantate”, in programma al Teatro Ricciardi di Capua da marzo a maggio. La manifestazione è nata dalla collaborazione con Architempo ed Eventi Mediterranei e prevede tre appuntamenti che riempiranno il periodo primaverile anticipando l’atteso Festival “Il Luogo della Lingua” che ogni mese di giugno, dal 2005, trasforma la città di Capua in un palcoscenico privilegiato per eventi dedicati alla letteratura, al cinema, al teatro e alla musica: proprio in questa località infatti fu rinvenuto il Placito capuano, risalente al 960, che è il primo documento completamente scritto in volgare, la lingua da cui deriva l’italiano moderno.

Il primo dei tre appuntamenti con “Le Parole Cantate” è previsto per sabato 4 marzo alle 21.00, quando l’attrice partenopea Nunzia Schiano, famosa per aver interpretato la mamma di Mattia Volpe in “Benvenuti al Sud” e “Benvenuti al Nord” e per aver collaborato con Pieraccioni, Casagrande e Biagio Izzo, porterà sul palco lo spettacolo “Femmene” che raccoglie una serie di monologhi tutti al femminile. I racconti della Schiano saranno accompagnati dalla splendida voce di Myriam Lattanzio, autrice anche dei testi tratti da “Nostra signora dei friarielli” di Anna Mazza.

“Femmene”, diretto da Niko Mucci, è uno spettacolo in atto unico che attraverso una serie di aneddoti di vita quotidiana mette a nudo la natura delle donne, le loro debolezze e fragilità ma anche i loro punti di forza ed il ruolo fondamentale che hanno nel guidare e mantenere unita la famiglia. Racconti che Nunzia Schiano interpreta con naturalezza perché rappresenta quel mondo femminile che oggi, piano piano, sta andando a scomparire. Tra le diverse esperienze narrate nei monologhi quella di una donna che si appresta ad aspettare un mezzo pubblico che la porterà a lavoro ma che in realtà è già distrutta perché ha dovuto accudire i figli per tutta la notte, e quella di una donna vittima di violenza fisica, un’esperienza che mortifica la persona nell’animo e la fa sentire addirittura colpevole per qualcosa che non esiste. E c’è poi il monologo più divertente, quello di una mamma ai fornelli che prepara i friarielli per la sua famiglia ed intanto fa finta di restare indifferente davanti agli episodi, per lei assurdi e fuori da ogni logica, che con estrema tranquillità le raccontano figli e parenti. Uno spettacolo che descrive profondamente l’universo femminile, alternando momenti di comicità e divertimento ad altri in cui si nota l’amarezza di una realtà che troppo spesso resta nell’ombra. (Daniela Russo)

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