“Ospedale degli infermi scalzi”, al teatro don Bosco una commedia che diverte e fa riflettere

ospedale-degli-infermi-scalziFar ridere affrontando temi attualissimi e scottanti, primo tra tutti la malasanità: è questo l’obiettivo che si pone la commedia “Ospedale degli infermi scalzi”, spettacolo che l’associazione culturale “30 Allora” porterà sul palco del teatro Don Bosco di via Roma, a Caserta, nelle serate del 7 (ore 21.00) e 8 gennaio (ore 18.30). Il testo della commedia in due atti, scritto nel 2008 da Massimo e Domenico Canzano, è stato liberamente riadattato e “modernizzato” da Enzo Russo, che è anche il regista, e Gennaro Pompeo. Già all’interno dell’opera originale sono presenti tutti i tratti caratteristici della commedia (amore, illegalità, segreti e clamorosi equivoci) che però vengono arricchiti da un legame particolare che nel corso della rappresentazione viene a formarsi tra gli attori e il pubblico: una sorta si empatia il cui risultato è una comicità tanto incalzante e continua quanto amara, perché l’opera affronta dei drammi tipici del nostro tempo (e delle nostre città) come la povertà dilagante, la delinquenza e la malasanità.

Le vicende si sviluppano all’interno di una stanza d’ospedale di Napoli in cui sono ricoverati, a causa della tipica mancanza di posti letto nei nosocomi campani, tre pazienti afflitti da patologie completamente diverse: Pasquale Malasomma, che soffre di una curiosa ed imbarazzante malformazione congenita; il milanese Vittorio Brambilla e Salvatore Strummolo, rimasto ferito in un singolare incidente in moto. Ai tre protagonisti faranno visita una serie di personaggi stravaganti che daranno vita a irresistibili scenette comiche.

“La scelta del testo dei fratelli Canzano nasce dalla voglia di portare in scena qualcosa di molto particolare e attuale, l’ambientazione e i singoli personaggi sono stati adattati dal regista agli attori per rendere il tutto più naturale possibile. Il divertimento è assicurato, ma ci saranno anche tanti spunti di riflessione sulla situazione sanitaria e su altre problematiche sociali che attanagliano la Campania e non solo” dicono gli attori dell’associazione “30 Allora”, che quasi vent’anni fa, nel 1998, fondarono la compagnia partendo da un piccolo gruppo di amici, esordendo con uno spettacolo dedicato al grande Massimo Troisi, scomparso solo pochi anni prima. (Manuel Zeno)

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