“Una Croce d’olio”, in scena il 1° maggio al Parco Archeologico di Monte Cila

monte-cilaIl 1° maggio, la Festa dei lavoratori, la celebrazione che ricorda l’impegno del movimento sindacale e i traguardi raggiunti dai lavoratori in campo economico e sociale.

Quale occasione migliore per presentare al pubblico piedimontese e non solo uno spettacolo ricco di patos?

“Una Croce d’olio”, rappresentazione teatrale di e con Marcello Colopi, sarà presentato venerdì 1 maggio a partire dalle ore 20:00 presso il Parco Archeologico di Monte Cila, in Via Madonna delle Grazie a Piedimonte Matese. Sito di rilevanza archeologica per la presenza di mura megalitiche di epoca Sannita.

L’evento, che si inserisce in un più corposo programma d’iniziative, è promosso dalla Fondazione Luigi Terriaca ONLUS e dal Consorzio Nazionale Produttori Apistici, mentre RadiCe – L’Approfondimento di Terra di lavoro sarà media partner. Grazie al patrocinio del Comune di Piedimonte Matese e alla collaborazione di due realtà molto attive sul territorio quali l’Associazione Rena Rossa e Gu.Pa.Na. si darà dunque seguito quest’anno alla seconda edizione del “Primo maggio al Parco Archeologico” (in collaborazione con “Caserta Film Commission”, Slow Food Matese e Cuore Sannita).
Si tratta di un monologo durante il quale l’artista Marcello Colopi metterà il pubblico di fronte ad una cruda realtà, il racconto di un eccidio mafioso avvenuto a Cerignola il 12 marzo del 1992. Tre ragazzi poco più che ventenni furono uccisi da un clan criminale e buttati in un pozzo. Racconto di una storia e della storia di una città che ha vissuto, tra gli anni ottanta e anni novanta, una feroce e assassina guerra di mafia. Marcello racconta la dignità di Cerignola, della sua storia politica e di riscatto sociale con Giuseppe Di Vittorio ed i braccianti del sud. E ancora il racconto di una dignità smarrita e della speranza da ritrovare. Una “Croce d’olio” è un viaggio nel mondo dell’illegalità e della criminalità, vissuto in prima persona da chi quegli anni era un educatore di strada. E’ la storia di Matteo Di Fonzo, di anni 23, di Vito Cinquepalmi di anni 21, di Domenico Borrelli di anni 20; di tre ragazzi che sono morti senza neanche sapere il perché.
Classe 1964, foggiano di Cerignola, Massimiliano Colopi si è laureato a Bari in scienze politiche e sociali e dal 1989 si occupa di terzo settore e cooperazione sociali con progetti di teatro sociale e civile. Ha studiato alla scuola teatrale di Napoli Pigrecoemme, poi specializzato in teatro sociale e civile a Roma presso la Federazione del teatro sociale e il teatro Accento e ha scritto per il teatro civile: “Sei milioni di persone”, storia di uno sterminio” (130 repliche); “Abusivi”, sul disagio fisico e sulla diversa Abilità; “Lezioni di storia impossibile”, sulla condizione femminile (50 repliche); “19 secondi”, sul crollo del palazzo di viale Giotto a Foggia (30 repliche). Al suo attivo anche tre libri: “La dove spunta il sole. Storie e vita di ragazzi di strada” ed. Il castello; “Nel Blu”, anche film documentario, sulla malattia psichiatrica; “Dalla socialità allo sviluppo”, ed. Il castello.
Per il teatro sociale ha realizzato oltre 30 spettacoli con degenti psichiatrici e ragazzi di strada in specifici progetti PON, oltre a curare la regia di diversi spettacoli teatrali tra Cerignola e Foggia.

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