Visitare il Museo archeologico dell’antica Calatia a Maddaloni

Il Museo Archeologico di Calatia ha sede nel Casino di Starza Penta, una delle più significative testimonianze storiche e monumentali di Maddaloni, una delle residenze principali dei Carafa della Stadera che ebbero in feudo Maddaloni dal 1465.
Il Museo è stato inaugurato nel 2003. L’esposizione archeologica si articola su due piani e presentata i reperti provenienti dalle necropoli di Calatia e dall’area urbana in un arco cronologico compreso tra la fine dell’VIII sec.a.C. e l’età tardo romana.
Il percorso di visita si sviluppa su un doppio binario, l’esposizione archeologica da una parte e l’edificio storico recuperato nella sua volumetria e nel suo prezioso apparato decorativo, dall’altra. Al piano terra, nelle stanze che venivano utilizzate per le attività agricole, vi è la prima sezione del Museo dedicata al territorio, alla città e alle necropoli.
La visita prosegue al piano superiore, negli antichi ambienti privati e di rappresentanza e organizzati in “quarti”, dove i reperti testimoniano la storia della viabilità, delle aristocrazie tra VI e V sec. a.C., la vita delle donne e degli uomini in età orientalizzante.
La visita può essere effettuata anche dai non vedenti grazie alla presenza di pannellatura in Braille.
E’ possibile visitare anche la raffinata cappella settecentesca, piccolo edificio a pianta centrale con tre altari in marmo e volta a botte, decorata con stucchi bianchi e oro. L’allestimento si avvale di un moderno linguaggio multimediale. Nella sezione dedicata alla viabilità c’è la libreria virtuale, dove è possibile ‘sfogliare’ volumi che illustrano alcune delle strade principale e offrono alcune notizie sugli itinerari antichi, i mezzi di trasporto, le stazioni di posta e le tecniche di costruzione. La sala ‘immersiva’, segue la ricostruzione del tratto dell’Appia da Calatia a Roma e proietta il visitatore in un ideale cammino realizzato attraverso una dimensione spazio-temporale.
Filmati didattici scorrono su schermi LCD installati nelle sale, un tavolo multitouch interattivo introduce ai percorsi di visita. I supporti a stampa sono tutti dotati di QRcode; sono presenti pannelli in braille, podcast audio/video in italiano/inglese per la visita guidata al museo. Per le scuole, giochi virtuali su supporti USB.
Sul sito web del museo, virtual tour per visitare a 360° tutti gli ambienti del Palazzo Carafa. Il Museo ha ricevuto una menzione speciale dalla giuria del Premio ICOM Italia 2017 per il nuovo allestimento, le sale multimediali, l’attività didattica e l’impegno. Casino di Starza Penta.
Le prime notizie sul Palazzo risalgono al 1552 e viene citato come ‘Starza della masseria delle Torri’ nell’atto di donazione che Diomede II fa alla moglie Roberta di Stigliano. Lo si ritrova poi citato nel 1610 tra i beni di Diomede IV con il nome di Starza Penta.
La struttura della masseria, nella fase cinquecentesca, si presentava fortificata con torrette di avvistamento, di cui ne restano due e tracce si conservano anche a livello di fondazione, nel corpo principale e nel cortile. Con l’ascesa al potere del settimo Duca Marzio III (1660-1703), la masseria subisce un radicale intervento di restauro e viene trasformata in Casino da Caccia e villa d’ozio, senza rinunciare alla vasta attività produttiva che contava su una tenuta di 70 moggi.
Durante il regno di Carlo III di Borbone l’edificio conobbe il periodo di maggiore lustro, spesso ospitava il sovrano nelle sue frequenti battute di caccia.
Partito Carlo III per la Spagna, nel 1759 per il Casino cominciò un lento declino. Passato agli inizi dell’800 ai Carafa del ramo dei Colubrano, fu requisito nel 1850 per alloggiare un contingente di soldati del 13° “Cacciatori Svizzero”. Restituito ai Carafa nel 1855, nell’anno successivo fu acquistato dal notaio Raffaele Palladino che ne risistemò la facciata. L’assetto attuale rispecchia quello del restauro voluto da Marzio III, solo parzialmente modificato dai successivi interventi tesi a trasformare la struttura da Casino da Caccia a fabbricato urbano alla metà del 1800.
Nel 1939 fu espropriato e assegnato prima al Demanio Militare e poi dal 1993 a quello Storico Artistico, attualmente in uso al Polo museale della Campania.

Info:

Gestore per la tutela: POLO MUSEALE DELLA CAMPANIA
Proprietà: Ente MiBAC
Direttore: Elena Laforgia
Ingresso: gratuito
Giorni e orario apertura: Mercoledì-Lunedì 9.00-20.00 Chiusura settimanale: Martedì; Orario biglietteria: 9.00-19.30; Prenotazione: Nessuna
Comune: Maddaloni
Indirizzo: via Caudina (Casino dei Duchi Carafa), 353
CAP: 81024
Provincia: CE
Regione: Campania
Telefono: +39 0823 200065
Fax: +39 0823 203980
Email: pm-cam.maddaloni@beniculturali.it
Sito web: http://www.polomusealecampania.beniculturali.it
Fonte: http://www.beniculturali.it/mibac/opencms/MiBAC/sito-MiBAC/Luogo/MibacUnif/Luoghi-della-Cultura/visualizza_asset.html?id=157473&pagename=157031

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