Angela Finocchiaro e Laura Curino in “Calendar Girls” al teatro Comunale di Caserta

Il noto film “Calendar Girls” viene adattato al palcoscenico ed esordisce a Caserta in questa prima versione teatrale italiana firmata dalla regista Cristina Pezzoli. Il testo scritto da Tim Firth ha ispirato sia il film del 2003 diretto da Nigel Cole (e di cui Firth è autore e sceneggiatore) sia l’opera che andrà in scena al teatro Comunale Parravano di Caserta (sabato 3 febbraio alle ore 20.45 e domenica 4 alle 18.00) e che della pellicola cinematografica mantiene fedelmente il titolo.

Protagoniste dello spettacolo, tra le altre, sono Angela Finocchiaro (tra le sue innumerevoli interpretazioni forse la più famosa è quella in “Benvenuti al Sud” di Luca Miniero) e Laura Curino.

Lo spettacolo, proprio come il film con Helen Mirren, Julie Walters e Linda Bassett, racconta le vicende, ispirate ad una storia vera, di un gruppo di signore tra i 50 e i 60 anni membre del Women’s Institute, la più grande organizzazione di volontariato composta da donne del Regno Unito.

La protagonista Chris (Angela Finocchiaro) e le sue amiche lanciano una raccolta fondi da destinare all’ospedale nel quale è morto di leucemia il marito di una di loro, ma ad un certo punto, non avendo più fiducia nelle solite iniziative di beneficenza, Chris ha un’idea: fare un calendario in cui lei e le altre donne, nonostante l’età non più giovanissima, posano nude. Un fotografo le aiuta nell’ardua impresa e le immortala senza veli mentre svolgono le quotidiane attività domestiche: nato come uno scherzo, il calendario riscuote un successo eccezionale che porta il gruppo di intraprendenti signore prima a raggiungere la notorietà in Inghilterra e poi addirittura ad essere ospitate in un importante talk show degli Stati Uniti. Superata l’iniziale euforia, le amiche si rendono conto che fare i conti con quel successo inaspettato non è affatto facile come sembrava in un primo momento.

L’opera ha conquistato il pubblico femminile di tutto il mondo ed anche nel paese d’origine, la Gran Bretagna, viene proposto in varie versioni teatrali da ormai dieci anni.

Queste le note di regia di Cristina Pezzoli:

Le Stagioni della vita
“Calendar Girls è una commedia di culto basata su un fatto realmente accaduto alla fine degli anni ‘90 in Inghilterra: un gruppo di donne di mezza età di un’associazione femminile legata alla chiesa, realizza un calendario di nudi artistici per una raccolta di beneficenza. L’iniziativa fece scalpore: le modelle che posano nude per il calendario sono le attempate signore dell’associazione, la location dello shooting fotografico è la sala parrocchiale accanto alla chiesa, sede dell’associazione.

Il calendario raccoglie oltre un milione di sterline ed una straordinaria notorietà, così come la commedia scritta da Tim Firth partendo dai fatti accaduti, che è diventata successivamente un celebre film ed è stata rappresentata nei teatri di tutta Europa, sempre con straordinario successo. Questo è il primo allestimento di Calendar Girls in Italia.

La traduzione e l’adattamento del testo originale sono stati affidati a Stefania Bertola, autrice che grazie alla sua ironia ed acutezza ha portato a termine brillantemente un lavoro non semplice:  superare le difficoltà che pone il passaggio dalla drammaturgia inglese alla sua versione italiana.

Questione di tempi e codici comici che non sempre coincidono. Lavoro ancor più indispensabile considerata l’eccellenza del cast che darà vita allo spettacolo, a partire da un’inedita Angela Finocchiaro impegnata a dar corpo e voce ad una provocatoria femmina alfa di provincia, seppellita in un modesto negozio di fiorista, ma con smanie di protagonismo e slanci di generosità.

Dopo la morte a causa di una devastante leucemia del marito di Annie, sua amica da una vita, sarà lei ad ideare il calendario e a trascinare le amiche nel realizzarlo per raccogliere fondi a favore della ricerca oncologica.

Annie, casalinga a tinte pastello che rinasce alla vita dopo la vedovanza, sarà interpretata da Laura Curino, affiancata da un gruppo di attrici estrose e ardite, le Girls: Ariella Reggio (Jessie), Carlina Torta (Ruth), Corinna Lo Castro (Celia) e Matilde Facheris (Cora), la musicista che fa risuonare con il suo pianoforte e il suo canto le mura della sala parrocchiale di musiche di chiesa virate in rythm and blues e rock sfrenati.

Completano il cast Elsa Bossi, direttrice bacchettona dell’associazione e Titino Carrara, a dar vita al bellissimo personaggio di John, malato terminale che riesce sempre a scherzare su di sé e a sorridere fino alla fine, Marco Brinzi, il barelliere goffo che si trasforma in un fotografo di genio, e la smagliante Noemi Parroni impegnata virtuosisticamente con un poker di personaggi: la conferenziera noiosa, la nobildonna liftata, la giornalista col raffreddore allergico e l’estetista con retrogusto di escort…

Le prime scelte su cui ho basato la regia sono state quindi la lingua e il cast, ingredienti indispensabili per mettere in scena questa commedia, che fa molto ridere ma la cui comicità evolve da un fatto drammatico: la morte di John per una malattia terribile quale la leucemia. Credo che sia indispensabile agganciare la forza comica del testo anche a questo: è una risata in faccia alla morte, è la vitalità dei girasoli che cercano la luce opponendosi al buio dello sparire.

Intendo a questo proposito lavorare intensamente con gli attori per approfondire le relazioni tra i personaggi, in particolare per il gruppo delle donne dell’associazione, in modo da favorire l’umorismo delle situazioni di cui il testo è ricco, puntando sulla leggerezza senza però rinunciare alla profondità dei temi che la storia contiene.

Ho cercato con Rinaldo Rinaldi, che firma le scene, e con Nanà Cecchi, che firma i costumi, di evidenziare la tavolozza delle stagioni che Tim Firth indica per cogliere e sottolineare la relazione tra le stagioni della natura e quelle della vita, non dando un’impostazione visiva troppo realistica e creando un’alternanza tra la claustrofobia della sala parrocchiale dove si svolge gran parte della storia e gli esterni naturali colorati da autunno, inverno, primavera ed estate.

Le musiche originali dello spettacolo hanno tre anime: quella legata alla musica da chiesa spesso presente come indicazione dell’autore che connota l’ambiente religioso dell’associazione, quella che parte dall’anima nera del rythm and blues e l’ultima legata alla sinfonia delle stagioni.

Per un lavoro di così ampio respiro era necessaria la collaborazione di un musicista colto e pop allo stesso tempo e l’abbiamo trovato in Riccardo Tesi organettista di fama internazionale e compositore versatile.

Altra questione centrale che implica precise scelte di messinscena – e forse uno dei motivi del successo evergreen di Calendar Girls – è appunto la realizzazione del calendario. Il nudo di donne che non sono modelle da calendario Pirelli, ma donne con i corpi veri e imperfetti delle donne non photoshoppate, una delle scene più divertenti e più complesse da realizzare dello spettacolo.

Donne che allegramente e serenamente, anche se con il contributo di qualche giro di vodka, si spogliano per una buona causa, sì, ma anche per divertirsi, per riconoscersi ancora belle e seducenti, anche al di fuori dei rigidi canoni della perfezione e dell’eterna giovinezza. Con coraggio e ironia le Girls si offrono allo sguardo della macchina fotografica e del pubblico per dirci che le stagioni della vita possono continuare a sorprendere”.

Di Daniela Russo

 

Il noto film “Calendar Girls” viene adattato al palcoscenico ed esordisce a Caserta in questa prima versione teatrale italiana firmata dalla regista Cristina Pezzoli. Il testo scritto da Tim Firth ha ispirato sia il film del 2003 diretto da Nigel Cole (e di cui Firth è autore e sceneggiatore) sia l’opera che andrà in scena al teatro Comunale Parravano di Caserta (sabato 3 febbraio alle ore 20.45 e domenica 4 alle 18.00) e che della pellicola cinematografica mantiene fedelmente il titolo.

Protagoniste dello spettacolo, tra le altre, sono Angela Finocchiaro (tra le sue innumerevoli interpretazioni forse la più famosa è quella in “Benvenuti al Sud” di Luca Miniero) e Laura Curino.

Lo spettacolo, proprio come il film con Helen Mirren, Julie Walters e Linda Bassett, racconta le vicende, ispirate ad una storia vera, di un gruppo di signore tra i 50 e i 60 anni membre del Women’s Institute, la più grande organizzazione di volontariato composta da donne del Regno Unito.

La protagonista Chris (Angela Finocchiaro) e le sue amiche lanciano una raccolta fondi da destinare all’ospedale nel quale è morto di leucemia il marito di una di loro, ma ad un certo punto, non avendo più fiducia nelle solite iniziative di beneficenza, Chris ha un’idea: fare un calendario in cui lei e le altre donne, nonostante l’età non più giovanissima, posano nude. Un fotografo le aiuta nell’ardua impresa e le immortala senza veli mentre svolgono le quotidiane attività domestiche: nato come uno scherzo, il calendario riscuote un successo eccezionale che porta il gruppo di intraprendenti signore prima a raggiungere la notorietà in Inghilterra e poi addirittura ad essere ospitate in un importante talk show degli Stati Uniti. Superata l’iniziale euforia, le amiche si rendono conto che fare i conti con quel successo inaspettato non è affatto facile come sembrava in un primo momento.

L’opera ha conquistato il pubblico femminile di tutto il mondo ed anche nel paese d’origine, la Gran Bretagna, viene proposto in varie versioni teatrali da ormai dieci anni.

Queste le note di regia di Cristina Pezzoli:

Le Stagioni della vita

“Calendar Girls è una commedia di culto basata su un fatto realmente accaduto alla fine degli anni ‘90 in Inghilterra: un gruppo di donne di mezza età di un’associazione femminile legata alla chiesa, realizza un calendario di nudi artistici per una raccolta di beneficenza. L’iniziativa fece scalpore: le modelle che posano nude per il calendario sono le attempate signore dell’associazione, la location dello shooting fotografico è la sala parrocchiale accanto alla chiesa, sede dell’associazione.

Il calendario raccoglie oltre un milione di sterline ed una straordinaria notorietà, così come la commedia scritta da Tim Firth partendo dai fatti accaduti, che è diventata successivamente un celebre film ed è stata rappresentata nei teatri di tutta Europa, sempre con straordinario successo. Questo è il primo allestimento di Calendar Girls in Italia.

La traduzione e l’adattamento del testo originale sono stati affidati a Stefania Bertola, autrice che grazie alla sua ironia ed acutezza ha portato a termine brillantemente un lavoro non semplice: superare le difficoltà che pone il passaggio dalla drammaturgia inglese alla sua versione italiana.

Questione di tempi e codici comici che non sempre coincidono. Lavoro ancor più indispensabile considerata l’eccellenza del cast che darà vita allo spettacolo, a partire da un’inedita Angela Finocchiaro impegnata a dar corpo e voce ad una provocatoria femmina alfa di provincia, seppellita in un modesto negozio di fiorista, ma con smanie di protagonismo e slanci di generosità.

Dopo la morte a causa di una devastante leucemia del marito di Annie, sua amica da una vita, sarà lei ad ideare il calendario e a trascinare le amiche nel realizzarlo per raccogliere fondi a favore della ricerca oncologica.

Annie, casalinga a tinte pastello che rinasce alla vita dopo la vedovanza, sarà interpretata da Laura Curino, affiancata da un gruppo di attrici estrose e ardite, le Girls: Ariella Reggio (Jessie), Carlina Torta (Ruth), Corinna Lo Castro (Celia) e Matilde Facheris (Cora), la musicista che fa risuonare con il suo pianoforte e il suo canto le mura della sala parrocchiale di musiche di chiesa virate in rythm and blues e rock sfrenati.

Completano il cast Elsa Bossi, direttrice bacchettona dell’associazione e Titino Carrara, a dar vita al bellissimo personaggio di John, malato terminale che riesce sempre a scherzare su di sé e a sorridere fino alla fine, Marco Brinzi, il barelliere goffo che si trasforma in un fotografo di genio, e la smagliante Noemi Parroni impegnata virtuosisticamente con un poker di personaggi: la conferenziera noiosa, la nobildonna liftata, la giornalista col raffreddore allergico e l’estetista con retrogusto di escort…

Le prime scelte su cui ho basato la regia sono state quindi la lingua e il cast, ingredienti indispensabili per mettere in scena questa commedia, che fa molto ridere ma la cui comicità evolve da un fatto drammatico: la morte di John per una malattia terribile quale la leucemia. Credo che sia indispensabile agganciare la forza comica del testo anche a questo: è una risata in faccia alla morte, è la vitalità dei girasoli che cercano la luce opponendosi al buio dello sparire.

Intendo a questo proposito lavorare intensamente con gli attori per approfondire le relazioni tra i personaggi, in particolare per il gruppo delle donne dell’associazione, in modo da favorire l’umorismo delle situazioni di cui il testo è ricco, puntando sulla leggerezza senza però rinunciare alla profondità dei temi che la storia contiene.

Ho cercato con Rinaldo Rinaldi, che firma le scene, e con Nanà Cecchi, che firma i costumi, di evidenziare la tavolozza delle stagioni che Tim Firth indica per cogliere e sottolineare la relazione tra le stagioni della natura e quelle della vita, non dando un’impostazione visiva troppo realistica e creando un’alternanza tra la claustrofobia della sala parrocchiale dove si svolge gran parte della storia e gli esterni naturali colorati da autunno, inverno, primavera ed estate.

Le musiche originali dello spettacolo hanno tre anime: quella legata alla musica da chiesa spesso presente come indicazione dell’autore che connota l’ambiente religioso dell’associazione, quella che parte dall’anima nera del rythm and blues e l’ultima legata alla sinfonia delle stagioni.

Per un lavoro di così ampio respiro era necessaria la collaborazione di un musicista colto e pop allo stesso tempo e l’abbiamo trovato in Riccardo Tesi organettista di fama internazionale e compositore versatile.

Altra questione centrale che implica precise scelte di messinscena – e forse uno dei motivi del successo evergreen di Calendar Girls – è appunto la realizzazione del calendario. Il nudo di donne che non sono modelle da calendario Pirelli, ma donne con i corpi veri e imperfetti delle donne non photoshoppate, una delle scene più divertenti e più complesse da realizzare dello spettacolo.

Donne che allegramente e serenamente, anche se con il contributo di qualche giro di vodka, si spogliano per una buona causa, sì, ma anche per divertirsi, per riconoscersi ancora belle e seducenti, anche al di fuori dei rigidi canoni della perfezione e dell’eterna giovinezza. Con coraggio e ironia le Girls si offrono allo sguardo della macchina fotografica e del pubblico per dirci che le stagioni della vita possono continuare a sorprendere”.

Di Daniela Russo

Fonte: http://casertaweb.com/notizie/angela-finocchiaro-laura-curino-calendar-girls-al-teatro-comunale-caserta/

Fonte: http://casertaweb.com/notizie/angela-finocchiaro-laura-curino-calendar-girls-al-teatro-comunale-caserta/%MCEPASTEBIN%

You may also like...

uesto sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la cookie policy. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookie. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi