La statua colossale di Èrcole nel Palazzo Reale di Caserta con quella Farnese dalle Terme di Caracalla.

Il Farnese ritrovato ed altri tipi di Eracle in riposo [Identificazione della statua colossale di Ercole nel Palazzo Reale di Caserta con quella Farnese dalle terme di Carcalla già ritenuta scomparsa]

 

Identificazione della statua colossale di Ercole nel Palazzo Reale di Caserta con quella Farnese dalle terme di Carcalla già ritenuta scomparsa

 

PAOLO MORENO

IL FARNESE RITROVATO ED ALTRI TIPI DI ERACLE IN RIPOSO

Identificazione della statua colossale di Èrcole nel Palazzo Reale

di Caserta con quella Farnese dalle Terme di Caracalla

già ritenuta scomparsa.

Al piano terreno della Reggia di Caserta, nella nicchia che fronteggia lo Scalone, si trova una scultura antica, che forse non ha ottenuto l’attenzione che merita. L’ombra dei pilastri non rende giustizia alla qualità dell’opera, e le proporzioni appaiono ridotte dalla vastità dell’atrio, ma il monumento è sotto gli occhi di tutti, al centro della vibrante fuga di membrature e di volte, concepita da Luigi Vanvitelli come preludio ai fasti regali, e si tratta di una delle statue più grandi che ci abbia lasciato l’antichità, un Èrcole in riposo, alto una volta e mezzo il naturale1 (B. 7.1, fig. 1, 2, 7, 104).

La sola figura, benché reclinata, raggiunge 3 m. L’eroe si appoggia alla clava, sulla quale è drappeggiata la pelle del Leone di Nemea, in un atteggiamento frequente nella statuaria antica. Ma alcune particolarità lo distinguono dall’immagine più nota, l’Èrcole Farnese firmato da Glicone nel Museo Nazionale di Napoli (B. 3.3, fig. 58, 71, 74, 76, 129), e dalla maggior parte delle sculture di questo soggetto che si conservano nelle collezioni d’Europa.

Il maggior peso del corpo cade sulla gamba destra, rigida e tesa, col piede rivolto allo spettatore, ma anche la sinistra lavora: leggermente flessa al ginocchio, essa è avanzata e insieme scartata lateralmente, sic-

1 G. Chierici, La Reggia di Caserta, Roma, 1937, p. 38, nota 10; M. Fagiolo Dell’Arco, Funzioni simboli valori della Reggia di Caserta, Roma, 1963, p. 28, 42- 43; L. Vanvitelli jr., La vita di Luigi Vanvitelli, Napoli, 1823, a cura di M. Rotili, Napoli, 1975, p. 167; L. Todisco, Un frammento di statua al Museo di Lecce e i tipi di Eracle e Melpomene con testa taurina sotto la clava, in ArchCl, XXXI, 1979, p. 141-157, p. 147, nota 9; V. Maderna, Gli scultori della Reggia di Caserta negli anni della direzione di Luigi Vanvitelli (1773-1790), in Le arti figurative a Napoli nel Settecento, Napoli, 1979, p. 155-170, fig. 61 ; V. Maderna, in Civiltà del Settecento a Napoli, I, Firenze, 1980, p. 112, fig. 35; G.B. Rosso, in Campania, Guida d’Italia del Touring Club Italiano*, Milano, 1981, p. 242; R. Vincent, La collection d’antiques, in Le Palais Farnese, I, 2, Roma, 1981, p. 329-351, 337, nota 37.

MEFRA – 94 – 1982 – 1, p. 379-526.

380 PAOLO MORENO

che il piede diverge, e l’appoggio della figura al suolo si allarga sensibilmente, rispetto all’Èrcole di Glicone, che ha i piedi allineati. Nel nostro caso, la linea mediana del peso cade entro la proiezione dei piedi, per cui la figura ha un proprio equilibrio: la clava non fa da puntello, come nell’opera di Glicone, ma serve soltanto ad alleviare la stanchezza dell’eroe. Il piegamento della gamba sinistra, determina un’inclinazione del bacino che è del tutto coerente con la flessione del busto. Il braccio sinistro scende lungo la leontea; il destro è girato dietro al dorso, e nella mano sono i pomi delle Esperidi. La testa segue l’inclinazione del tronco, accentuando la rotazione a sinistra.

Presso la gamba destra, è un sostegno in forma di ceppo d’albero. Sono indicati i nodi del legno, e vi appare sospeso, con la correggia del balteo, quello che non è un semplice turcasso, ma un gòrito, che unisce la custodia per l’arco ad una coppia di faretre. Non sembra però che l’arma fosse stata rappresentata nell’astuccio. Mentre si vedono le code delle frecce che emergono dagli scomparti laterali, il corpo principale termina con una scalpellatura regolare poco sopra l’orlo, dove sarebbe dovuto sporgere l’arco: può darsi dunque che questo, realizzato in bronzo, fosse tenuto da Èrcole nella mano sinistra (fig. 108, 110, 111).

Assai complesso è il gruppo degli attributi che rappresentano l’appoggio della figura a sinistra. In luogo della roccia che troviamo nella maggior parte delle immagini di Eracle in riposo, una testa di toro serve da base alla clava: le orecchie pendono inerti, gli occhi sono spenti. Sulla cervice grava la formidabile mazza, inquadrata dalla caduta della pelle leonina: le zampe anteriori scendono simmetricamente fino a sfiorare con gli artigli le corna della protome taurina, il muso si spalanca nella stessa direzione. Nel risvolto della spoglia si scorge il lembo interno della zampa anteriore, un viluppo ammorbidisce la pressione dell’ascella sulla clava.

La struttura del colosso, allo stato attuale, non è omogenea. Vi è un nucleo monolitico, certamente antico, che comprende il torso con la parte superiore delle cosce, il braccio destro con la mano e la maggior parte dei pomi delle Esperidi, e la spalla sinistra: tutto ciò è ricavato da un blocco di marmo bianco a grana fina con ampie chiazzature grigio-azzurre e rosate. Il resto è frutto di ricomposizione ο restauro.

È antica la parte interna del plinto, che è solidale con i piedi della figura, con la testa di toro e forse anche col sostegno in forma di tronco d’albero presso la gamba destra. Il nucleo originale del plinto è diviso in due parti, lavorate separatamente. In origine esse dovevano essere unite da grappe metalliche, che in età mo’derna sono state sostituite, ο ricoperte, con due tasselli di marmo a coda di rondine, visibili tra i piedi di Erco-

IL FARNESE RITROVATO ED ALTRI TIPI DI ERACLE IN RIPOSO

Fonte :- http://www.persee.fr/doc/mefr_0223-5102_1982_num_94_1_1325

You may also like...

uesto sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la cookie policy. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookie. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi