MOSTRA “MOYA ROYAL TRANSMEDIA” DI PATRICK MOYA – REGGIA DI CASERTA

“Moya Royal Transmedia” è il titolo della mostra personale dell’artista francese Patrick Moya, che inaugurerà sabato 23 febbraio alle ore 18.00 nelle Retrostanze del Settecento della Reggia di Caserta.

Nel racconto artistico di Moya il reale e il virtuale si intrecciano da tempo. Tutto è iniziato con MOYA, il cognome del padre che l’artista ha acquisito solo all’età di 15 anni in seguito al matrimonio dei suoi genitori. Proprio il cognome del padre – MOYA – declinato in molteplici forme, segna l’avvio della sua avventura artistica. All’inizio degli anni Ottanta, assimilando le sue opere alla sua firma, Moya realizza i suoi primi lavori (dipinti, disegni, sculture) concentrandosi unicamente sulle lettere del suo cognome, come nella scultura monumentale con le lettere M-O-Y-A, realizzata a Taiwan nel 1991 e ancora oggi esposta nei giardini del Kaohsiung Museum of Fine Arts.

Dopo un periodo astratto, nel 1996 Moya inventa il “piccolo Moya”, un eccentrico autoritratto, l’alter ego dell’artista ispirato a Pinocchio, che gli ha permesso di rappresentarsi nelle sue opere come protagonista di uno spettacolo in cui realtà e immaginazione si fondono: «L’arte è uno spettacolo» dichiara l’artista, e ancora: «Il messaggio, è il mezzo di comunicazione. Il solo messaggio che voglio trasmettere sono IO. Io sono il mezzo di comunicazione». In sintesi, l’artista deve vivere nella sua opera, il creatore si confonde con la creatura e si orienta al grande pubblico per raggiungere grandi numeri.

Un universo personale si definisce, così, poco a poco. Dapprima con la creazione, nel 1999, di “Dolly”, un personaggio ovino ispirato alla famosa pecora clonata, divenuta l’immagine simbolo delle serate techno “Dolly Party” nel Sud della Francia fino a diventare uno dei personaggi centrali dell’universo Moya, o “Moya Land”.

Le opere in mostra nelle sale della Reggia sono tutte site specific, ispirate ai dipinti presenti nelle collezioni del museo. Opera simbolo dell’esposizione è Il piccolo Moya in trono, in cui la seduta reale è una rivisitazione pop del trono in legno dorato e intagliato e rivestito in velluto celeste della Sala del Trono. Sarà, inoltre, possibile scoprire la “Moya Land”, l’universo completo, personale e unico dell’artista francese, diventato il burattinaio di se stesso. Un universo in cui sarà possibile entrare virtualmente attraverso un video tour su “Moya Island” in Second Life.

Biografia

Nato a Troyes nel 1955, Patrick Moya, artista, performer e artista digitale, ha studiato arte alla Villa Arson di Nizza (1974-1977). Influenzato dalle teorie della comunicazione del maresciallo McLuhan, ha intuito che la televisione in diretta e le nuove reti avrebbero sconvolto la storia dell’arte, trasformando il creatore in una creatura. Come pioniere degli universi virtuali, ha ricostruito il suo mondo in 3D nel mondo fatto di pixel Second Life (2007): il creatore è finalmente diventato, attraverso il suo avatar, una creatura che vive nella sua opera.

Dopo Cuneo (L’Abecedario di Moya, 2012), Dronero (L’universo di Moya, 2013), Caserta (Moya Circus, 2015), Mantova (Il laboratorio di metamorfosi, 2016), Torino (Dolly mon amour, 2018), l’artista francese innamorato dell’Italia ritorna alla Reggia con un nuovo fantasioso racconto.

Mostra a cura di: Florence Canarelli, Enzo Battarra

Ufficio Stampa: Maria Beatrice Crisci

 

 

fonte: http://www.reggiadicaserta.beniculturali.it/events/mostra-moya-royal-transmedia/

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