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Accompagnatore turistico: cosa fa e quanto guadagna?

Oggi come un tempo, il comparto turistico vanta una posizione di primo piano nel contesto economico italiano, con migliaia di operatori ed imprese di piccole e grandi dimensioni che, ogni anno, danno vita ad un business milionario.

Questo articolo si concentrerà proprio su una delle figure di spicco del settore, ovvero l’accompagnatore turistico. Vedremo, dunque, in che modo si svolge l’attività, quali sono le sue principali mansioni e le opportunità di guadagno.

Partiamo dalle basi:

chi è l’accompagnatore turistico?

L’accompagnatore turistico è colui che affianca i viaggiatori durante l’intero periodo di vacanza: dall’arrivo in stazione o aeroporto, fino al momento della ripartenza. Egli si occupa di tutti gli aspetti pratici, organizzativi e burocratici: richiesta del visto turistico e gestione dei documenti, pagamento delle tasse (ove previste), accompagnamento in albergo e sistemazione dei bagagli, pianificazione dell’itinerario (spostamenti inclusi), consulenza su attrazioni e luoghi da visitare, acquisto di biglietti, prenotazione ristoranti, ecc..

Detto altrimenti: l’accompagnatore turistico è una figura di riferimento sia per il singolo che per il gruppo, responsabile della buona riuscita del viaggio.

Guida o accompagnatore turistico?

Spesso si fa confusione tra il ruolo dell’accompagnatore turistico e quello delle guide turistiche che lavorano sul territorio. Di fatto, entrambe le figure hanno dei compiti in comune: ad esempio, accompagnare le persone durante le visite dei centri urbani e delle attrazioni di maggiore rilievo, nonché di musei, monumenti, edifici storici, bellezze naturali, ecc.. Tuttavia, mentre la guida ha un legame diretto con il luogo presso cui opera, l’accompagnatore turistico può svolgere la sua attività in maniera indipendente, quindi anche al di fuori dei circuiti tradizionali, adattandosi maggiormente alle richieste della clientela.

Le doti di un buon accompagnatore turistico

Solitamente l’accompagnatore turistico lavora a contatto con piccoli gruppi, oppure con comitive più numerose. Deve, quindi, essere in grado di relazionarsi con persone di età, nazionalità e culture differenti, ricoprendo un ruolo – per così dire – manageriale. Inoltre, è importante che sappia risolvere rapidamente eventuali inconvenienti, infondere fiducia in caso di imprevisti e gestire efficacemente i conflitti che, talvolta, si verificano all’interno del gruppo.

Tra i requisiti principali, vi è senza dubbio la padronanza di due, tre o più lingue straniere, in aggiunta all’italiano e all’inglese. Oltre, ovviamente, ad una conoscenza dettagliata del territorio e delle sue caratteristiche, degli usi e costumi locali, delle attrazioni da vedere e delle migliori proposte a livello gastronomico, dei luoghi dello shopping e della movida notturna, ecc..

Quanto guadagnano gli accompagnatori turistici?

L’accompagnatore turistico è un lavoratore autonomo, per lo meno nella maggioranza dei casi. Difatti, accade di rado che venga assunto come dipendente presso agenzie e tour operator, mentre più spesso opera come libero professionista, ragion per cui è tenuto ad utilizzare la Partita IVA.

Il compenso degli accompagnatori turistici viene calcolato, per lo più, a singola prestazione. Per una giornata di lavoro, ad esempio, la paga minima oscilla tra 70 e 115 euro, a seconda delle regole previste nella Regione.

Per chi intende approcciarsi alla professione, mettendosi in proprio e aprendo la Partita IVA, una buona scelta è rivolgersi ad un consulente online come Fiscozen. In tal modo, infatti, si riducono di gran lunga le spese iniziali e di gestione, pur ricevendo l’aiuto necessario per individuare il Codice ATECO ed il regime fiscale più adatti al proprio caso specifico e, in seguito, per sbrigare i vari adempimenti (dichiarazione dei redditi, calcolo tasse e contributi, fatturazione e molto altro).

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